L’energia creativa di Mel Brooks sembra non conoscere limiti. A 99 anni compiuti da pochi giorni l’incontenibile regista e produttore torna a mettere mano a uno dei gioielli più preziosi della sua filmografia. È infatti in cantiere “Very Young Frankenstein”, una serie televisiva per il canale FX che si ispira direttamente al suo capolavoro comico del 1974, “Frankenstein Junior”.
A rendere il progetto ancora più atteso è il team creativo di altissimo profilo che lo sta plasmando. Stando a quanto riportato in esclusiva da Deadline, la sceneggiatura sarà affidata a Stefani Robinson, penna già acclamata per il successo della serie vampiresca “What We Do in the Shadows”. Alla regia dell’episodio pilota, un nome che è garanzia di un’estetica visionaria e irriverente: Taika Waititi.
La sinergia con i talenti di “What We Do in the Shadows” suggerisce un’operazione che punta a un umorismo nero e surreale, in perfetta sintonia con lo spirito dell’originale.
Sebbene i dettagli sulla trama siano ancora avvolti nel mistero, le prime indiscrezioni indicano che non si tratterà di un sequel o di un prequel diretto. L’intento sarebbe piuttosto quello di catturare l’essenza e lo spirito del film cult, rielaborandoli per un nuovo pubblico.
Questa notizia giunge a sole due settimane dall’annuncio di un altro attesissimo ritorno, il sequel di “Balle Spaziali”, a conferma di una fase di straordinario fermento creativo per il quasi centenario Brooks, che figurerà come produttore esecutivo.
Il nuovo progetto si confronta con un’eredità monumentale. “Frankenstein Junior”, uscito nel 1974, è considerato universalmente l’apice della comicità di Brooks.
Girato in un elegante bianco e nero per omaggiare le pellicole horror classiche della Universal degli anni ’30, il film è una parodia geniale e raffinata del romanzo gotico di Mary Shelley.
Nato dalla simbiosi artistica con un Gene Wilder in stato di grazia (co-autore della sceneggiatura e indimenticabile protagonista, che ci ha lasciato troppo presto), il film vantava un cast irripetibile: da Marty Feldman e la sua gobba mobile a Cloris Leachman nei panni di Frau Blücher, passando per Peter Boyle, Teri Garr, Madeline Kahn e un memorabile cameo di Gene Hackman.
Un monumento della comicità con cui la nuova generazione di autori è ora chiamata a misurarsi.
















