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di Beatrice Silenzi

Durante le ondate di calore, mantenere una corretta idratazione diventa una priorità. Quando le temperature salgono oltre la norma, il nostro organismo può perdere attraverso la sudorazione anche due o tre litri di liquidi al giorno, insieme a preziosi sali minerali come potassio e magnesio.
Bere acqua è fondamentale, ma non è l’unica strategia a disposizione. Anche l’alimentazione può diventare una preziosa alleata per affrontare il caldo e prevenire gli effetti della disidratazione.

Frutta e verdura di stagione rappresentano infatti una vera riserva naturale di acqua. Molti ortaggi e frutti estivi sono composti per oltre il 90 per cento da liquidi e contribuiscono non solo a reintegrare l’acqua persa, ma anche a fornire vitamine, fibre e minerali indispensabili per il benessere dell’organismo.

La disidratazione spesso si manifesta con sintomi che possono sembrare banali. Bocca secca, labbra screpolate, mal di testa, stanchezza improvvisa o sensazione di vertigine sono tra i primi campanelli d’allarme.
Nei casi più marcati possono comparire urine più scure, crampi muscolari e un generale senso di debolezza.
Un aspetto poco noto è che la sete non sempre arriva in tempo.

Il cervello può attivare questo segnale quando il corpo ha già perso una parte significativa dei propri liquidi.
Durante periodi di caldo intenso e prolungato, l’organismo concentra le proprie energie sul raffreddamento attraverso il sudore e il meccanismo della sete può risultare meno immediato.
Per questo motivo è importante bere regolarmente durante la giornata, anche quando non si avverte un bisogno particolare.

Tra gli alimenti più efficaci per combattere l’afa spiccano cetrioli e ravanelli, composti per circa il 96 per cento da acqua.
Freschi e leggeri, aiutano a rinfrescare l’organismo e possono essere consumati come antipasto o spuntino.

Subito dopo troviamo lattuga e zucchine, che raggiungono circa il 95 per cento di contenuto idrico.
Oltre a favorire l’idratazione, apportano fibre, vitamine e minerali utili per l’equilibrio intestinale.
Anche i pomodori meritano un posto d’onore nella dieta estiva. Composti per circa il 94 per cento da acqua, sono ricchi di potassio e contribuiscono a mantenere l’equilibrio dei liquidi corporei, aiutando a contrastare i cali di pressione spesso associati alle giornate più afose.

Molto utili sono inoltre il sedano, noto per le sue proprietà drenanti, e i finocchi, apprezzati per l’azione digestiva e per la capacità di ridurre il gonfiore addominale. Anche peperoni verdi e spinaci apportano una buona quantità di acqua, accompagnata da vitamine e sali minerali preziosi.

Se c’è un simbolo dell’estate, questo è sicuramente l’anguria, uno dei frutti più idratanti in assoluto. Insieme al melone, è ideale per reintegrare rapidamente liquidi e sali minerali dopo una lunga esposizione al caldo.
Tra i frutti più indicati troviamo anche le fragole, ricche di vitamina C e povere di calorie, le pesche, che aiutano a contrastare i cali di pressione grazie al loro contenuto di potassio, e le albicocche, preziosa fonte di fibre e carotenoidi.

Particolarmente interessante è anche l’ananas. Oltre a contenere una buona percentuale di acqua, favorisce la digestione grazie alla bromelina e contribuisce a contrastare il senso di gonfiore e pesantezza che spesso accompagna le giornate più calde.
Consumare questi frutti come spuntino a metà mattina o nel pomeriggio permette di rinfrescare il palato, recuperare energie e mantenere più facilmente il corretto equilibrio idrico.

Quando il termometro supera i trentacinque gradi, non tutte le abitudini apparentemente rinfrescanti sono davvero benefiche.
Uno degli errori più diffusi consiste nel bere bevande ghiacciate. Sebbene offrano una sensazione immediata di sollievo, possono aumentare la sudorazione successiva e, nei casi più estremi, provocare congestioni digestive.
Anche l’abuso di caffè e alcolici dovrebbe essere evitato. Entrambe le categorie di bevande hanno infatti un effetto diuretico che favorisce la perdita di liquidi e può aggravare il rischio di disidratazione.

Attenzione infine ai pasti troppo ricchi di sale o eccessivamente proteici. La loro digestione richiede una maggiore quantità di acqua e può aumentare la sensazione di sete, rendendo più difficile il mantenimento dell’equilibrio idrico.
Può sembrare paradossale, ma nelle regioni più calde del pianeta molte popolazioni tradizionalmente consumano tè caldo alla menta per combattere l’afa.
Tuareg e Beduini conoscono da secoli un principio che la fisiologia moderna conferma: una bevanda calda può favorire il raffreddamento del corpo.

L’introduzione di calore stimola infatti una maggiore sudorazione.
Quando il sudore evapora dalla pelle, sottrae calore all’organismo e contribuisce a ridurne la temperatura.
La menta, inoltre, contiene mentolo, una sostanza capace di attivare i recettori sensibili al freddo e di amplificare la sensazione di freschezza.
Naturalmente questo meccanismo funziona soprattutto nei climi secchi, dove il sudore evapora rapidamente.
Resta però una curiosa lezione proveniente dal deserto: a volte, per sentirsi più freschi, non serve necessariamente cercare il freddo a tutti i costi.