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di Beatrice Silenzi

L’amore degli italiani per gli animali domestici non è solo un sentimento, ma un dato statistico in costante crescita.
Secondo l’ultima indagine dell’Istat “I cittadini e il tempo libero” relativa all’anno scorso, la convivenza con almeno un animale da compagnia interessa ormai il 37 per cento dei nuclei familiari.

Si tratta di oltre 10 milioni di famiglie che hanno aperto le porte delle proprie case a uno o più “amici non umani”, confermando un trend di crescita lento ma costante: nel 2015 la quota era del 36 per cento, dopo un lungo decennio di sostanziale stabilità.

Complessivamente, si stima che nelle abitazioni del Belpaese vivano circa 25 milioni e 500mila animali. Un piccolo esercito che riflette un cambiamento profondo negli stili di vita e nelle strutture familiari della penisola.
I protagonisti: cani e gatti restano i preferiti
Nonostante la varietà di specie, il podio resta saldamente occupato dai soliti noti.
Il 34 per cento delle famiglie dichiara di possedere almeno un cane o un gatto. Entrando nel dettaglio, il 22 per cento dei nuclei convive con uno o più cani, mentre il 17 per cento ha scelto la compagnia dei gatti.

Spesso la presenza non si limita a un singolo esemplare: chi possiede cani ne ha in media 1,3, mentre per i gatti la media sale a 1,8 per famiglia.
Decisamente più distaccate le altre specie.
I pesci popolano il 3 per cento delle case italiane, mentre la quota restante si divide tra uccelli, tartarughe e altri piccoli animali. 

Il fattore determinante sembra però essere la dimensione del Comune. Esiste una correlazione diretta tra spazi verdi e presenza di animali: nei centri delle aree metropolitane la quota si ferma al 29 per cento, mentre nei piccoli Comuni sotto i duemila abitanti esplode fino al 47 per cento, coinvolgendo quasi una famiglia su due.

Chi sono i proprietari di animali in Italia? I dati Istat evidenziano come la propensione all’accoglienza aumenti con il titolo di studio: il 45 per cento delle famiglie con almeno un diploma ha un animale, contro il 30 per cento di chi ha la licenza media.
Anche le risorse economiche giocano un ruolo, con una percentuale che sale al 41 per cento tra chi dichiara condizioni ottime.

A livello demografico, le coppie con figli grandi (14 anni e più) sono le più attive, con una quota del 51 per vento, tuttavia, il dato più significativo riguarda il cambiamento sociale: le coppie senza figli sotto i 65 anni hanno registrato un balzo di quasi dieci punti percentuali dal 2006, arrivando oggi al 48 per cento.

Chi si prende cura di loro? 
Prendersi cura di un animale richiede tempo. Il 38 per cento della popolazione sopra gli 11 anni dichiara di dedicarsi a questa attività, con un 23 per cento che lo fa assiduamente ogni settimana.
L’impegno raggiunge il picco nella fascia d’età 45-64 anni.
Emerge però un marcato divario di genere: le donne si occupano degli animali molto più degli uomini (26 per cento contro il 20 su base settimanale).
Un dato che conferma come, anche nel rapporto con gli animali, la gestione quotidiana ricada prevalentemente sulla componente femminile della famiglia.